Cinematic Taxi

La poesia italiana all’estero
A cura di DONATELLA Bisurr
Libro singolare questo Cinematic Taxi di Corrado Paina, e non solo perché porta a sinistra la versione inglese (che è, dunque, il testo originale) e a destra quella “italiana”, tradotta dallo stesso Autore, ma soprattutto perché la versione italiana è tale soltanto per modo di dire (per questo motivo riporto l’aggettivo tra virgolette), trattandosi di una lingua di straordinaria invenzione, una lingua che non esiste, ovvero che non esiste ufficialmente ma esiste certo nella realtà viva di Ogni giorno.
Questo “italiano” (definito nella quarta di copertina “idiolect” o “grammelot”) in cui Corrado Paina si traduce è infatti un affascinante mix di italiano e dei suoi vari dialetti, di spagnolo, francese e inglese italianizzato, ovvero italiano anglicizzato. Fa pensare, per intenderci, a certi italoamericani che credendo di parlare in italiano chiamano “carro” l'”automobile” (dall’inglese car), e sortiscono cosi un effetto piuttosto comico. È quindi decisamente più facile, prendendo in mano questo libro, capire questa lingua a suo modo spiazzante nella versione collocata a sinistra piuttosto che in quella collocata a destra.
Tuttavia è anche vero che, dopo averci fatto un po’ l’occhio — o piuttosto l’orecchio, perché se la si legge all’italiana ecco che salta fuori la parola inglese scritta non secondo la sua ortografia ma secondo la pronuncia ecco che si co. mincia a entrarci dentro, ad apprezzarla e a divertircisi come se si trattasse di un gioco, e anche di un esercizio di creatività. Per chiarire il discorso, riporto qui un esempio: “mama vi pudaria scriviri tant coss / ma Ai mast sei gudbai”. Se qualcuno avesse dubbi riguardo al significato, può andare a leggere a latere l’inglese, che scorre via liscio liscio: “mother I could tell you things / but I must say goodbye”. È cosi che parlano alcuni nostri vecchi immigrati, non perché non sappiano l’inglese ma piuttosto perché hanno dimenticato l’italiano.
Direi che questa lingua, in sé assurda, non è poi lontana dalla realtà: io stessa ebbi occasione di sentirla con le mie orecchie anni fa a Chicago a un pranzo di italoamericani. Dopo un po’ li supplicai di parlarmi in inglese e non in “italiano” Corrado Paina, l’Autorc di questo libro decisamente Insolito, è italiano e da trent’anni vive in Canada, a Toronto, dove dirige la Camera di Commercio italocanadese. È. in qualche modo un outsider, perché in Canada pubblica regolarmente in inglese, ma ha pubblicato anche in Italia alcune raccolte di poesia (Tempo rubato, Atelier14; Darsena inquinata, Moderata Durant•Latina; Ealfabeto del viauiatore, Silvia Editrice), alcune plaquelle con il Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy e con Il ragazzo innocuo di Luciano Ragozzino, e un romanzo, Tra Rotbko e Ire finestre, con Ibiskos.
Ma perché ha scritto Cinematic Taxi? Perché da tempo Paina esplora i temi della vita in una città multiculturale e quelli dell’identità personale e sociale; quindi, leggiamo nella quarta di copertina, “ha creato questo linguaggio, che può essere accostato a quello della Commedia dell’Arre, dalla confusione della moderna multiculturalità”, stimolato in questo dal fatto di vivere nella “Babele creativa di Toronto”, che rappresenta una sorta di “gronnd zero nel grande esperimento multiculturale canadese”.
L’intento di Paina è tuttavia anche sociale nei contenuti, come dimostra il suo lungo impegno, e come sintetizza l’ex sindaco di Toronto David Miller in una citazione riportata nel volume, e che a mia volta riproduco: “Townto è tuttora un luogo di diseguaglianze e di ingiusti. zie, che vengono tutte esplorate in questo libro”. Un libro dedicato idealmente a generazioni di immgrati giunti da tutto il mondo, che in esso si rispecchiano con le loro vite problematiche, le loro disperazioni, i loro sogni.
Corrado Paina, Ciuematic Taxi, Mansfield Press, Toronto 2016, pp. 60, $ 17,00.

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